|
Quest'anno il carnevale non c'è stato. Domenica scorsa sono venuti delle ballerine ed una discoteca, che hanno suonato e cantato sotto la piazza nell'ex campo di basket (molto ex e poco... campo), causa pioggia e vento serale.
Martedì dalle cinque della sera si è svolta la serata in piazza, organizzata dal Centro sociale anziani, della Pro Loco e dell'assessore Ottomano, che hanno organizzato questa serata con la distribuzione gratuita del piatto tipico tursitano: I maccheroni "fruzzuete" con rigoroso sugo di pomodoro ed un buon bicchiere di vino paesano, il piatto dei nostri padri contadini. Il tutto con la esibizione di un insolito gruppo musicale formato da pensionati ancora "giovani" che hanno suonato le tarantelle. Invece, i giovanissimi, si sono divertiti a ballare al suono delle musiche dance più in voga. Sono stati distribuiti almeno ottocento piatti di maccheroni, merito dello staff di cucina composto da Diego Lapolla, Rocco Tarulli, Mario Orlando e Renato Di Noia. Alle luci c'erano Nicola Salerno e Luciano Cosma. Le musiche dance erano curate da Domenico D'Affuso e Maria Fusco. I musici "anziani" (che si esibivano per la prima volta ) erano Andrea Palermo, Arcangelo Sanchirico, Salvatore Falciglia, Filippo Trani e Tommaso Cicchitelli. Presentava lo spettacolo Filippo Digno anche lui "giovane" over 60.
Questi alcuni appunti presi durante la serata:
Ore 17.00 - C'è il sole e il vento in piazza. E ci sono tanti bambini vestiti e mascherati. Ci sono le mamme vestite normali e le figlie piccole vestite come le principesse delle favole. Ma il vento è freddo e fastidioso. Quindici vecchietti se ne stanno seduti sulla scalinata a prendere l'ultimo sole. Passano (nella piazza) due burgha afgano. Ci sono i militari e quelli vestiti da meccanici. C'è una maschera dentro una carriola. Alcuni sono vestiti come i militari di Nassiriya. C'è un vecchietto (vero) con un bastone e il suo fedelissimo cane. Attraversa la piazza e si fuma una sigaretta. C'è stato un grande consumo e vendita di bombolette spray. Alcune maschere si muovono a gruppi di cinque o di dieci.
Ore 17.15 - Il sole è tramontato dietro le colline di Colobraro. C'è un ragazzino vestito da carabiniere. Alcuni sono vestiti da arlecchini. Una maschera si è vestita da suora nera. Si vedono genitori che fanno le foto ai loro piccoli. Il tutto si svolge in questo anello circolare che è la piazza del comune. Niente sfilate di carri per le vie della città.
Ore 18.00 - Si sono accese le prime luci e sono arrivati gli anziani (suonatori e musicisti). C'è una maschera tutta verde. Ci sono quelli della protezione civile con la loro casacca arancione a mezzo busto. Adesso i ballerini danzano in mezzo alla piazza vicino allo zampillo (che sembra un fungo verde). Intanto nel cielo limpido e freddo spicca la mezzaluna con Venere di sera.
Mercoledì delle ceneri - In chiesa c'è stata la messa e la deposizione delle ceneri sul capo delle persone. La chiesa era gremita. Questa cerimonia liturgica che segna la fine del carnevale e l'inizio della quaresima, è molto suggestiva e molto sentita dalla nostra gente. Un rituale che si ripete da quando io ero piccolo e nel mio quartiere detto "U Vallone" arrivava "Curemm" che c'era un pupazzo nero a forma di vecchietta che si vedeva appeso sopra la piazza delle "Forge" , il posto dove poi ci accendevamo il fuoco di San Giuseppe a marzo e a maggio ci giocavamo al pallone (di stoffa legato con diversi spaghi). Ebbene la sera si andava in chiesa e don Antonio (l'arciprete di allora) ci versava questo pizzico di cenere benedetta sui capelli e le donne anziane con lo scialle in testa ci dicevano che la cenere sul capo ci doveva stare almeno tre giorni (forse così stavamo più attenti a non sporcarci per le terre). Erano come si dice oggi: "altri tempi".
|