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Sabato scorso in Piazza Plebiscito, nei locali della Societā Operaia, rimessi in sesto per
l'occasione, ed a pochi metri da quella che č stata ed č casa Pierro, si sono aperti i
"lavori" su l'anno che porterā a celebrare il decennale dalla scomparsa di A. Pierro.
In un clima intriso di storia e cultura, con la partecipazione di personalitā accademiche,
amministratori locali e personalitā politiche, conoscitori e studiosi di Pierro, giornalisti e
soprattutto, con la folta partecipazione di quelli che sono i continuatori silenti di quel
dialetto reso cosė straordinariamente simile ad una lingua nazionale dalla poesia di
Pierro, si č parlato soprattutto della possibilitā di avviare un progetto ad ampio raggio
tendente a creare un corpus unico delle opere del poeta. Un centro Studi Albino Pierro,
vero e proprio apparato con un proprio organigramma che attiri su di se e faccia
convergere tutto il lavoro di ricerca, studio, attivitā promozionali, premi fatto in onore
del Poeta. Un progetto, una iniziativa meritoria che vedrebbe coinvolte due Universitā
(quella della Basilicata e quella della Calabria), amministrazioni locali, studiosi,
sovrintendenza.
Al di lā delle proposte ci piace ricordare due passaggi di altrettanti interventi resi dal
Prof. G. D´Elia (studioso di Pierro) e dall´amico personale del poeta Prof. N. Merola.
Il primo ha evidenziato come sia necessario raccogliere tutto quanto č stato di Pierro per
conoscerlo meglio, raccogliere tutte quelle cose, appunti, manoscritti, schizzi, correzioni,
e quant´altro a lui č appartenuto durante la sua vita, che hanno fatto parte della sua
quotidianitā. E tanto inevitabilmente fa ritornare alla mente J.L.Borges e le sue "cosas" le
cose che ci accompagnano quotidianamente che fanno parte della nostra vita, che dicono
qualcosa di noi e che "Durarān mas allā de nuestro olvido/ No sabrān nunca que nos
hemos ido" (non sapranno mai che ce ne siamo andati ma dureranno al di lā del nostro
oblio, della nostra morte). Grazie alle "cose" si recupera una parte fondamentale e forse
ancora misteriosa e magica della vita di Pierro.
Il secondo ci ha invece ricordato come sia stato fondamentale il dialetto tursitano per il
Poeta, tanto da rappresentare esso stesso la poesia. La lingua stessa in cui il poeta si
esprimeva era la poesia, costituiva poesia. A conclusione di questa serata in onore di Pierro, cerimonia nella cerimonia e prima della visita presso quella che fu la sua abitazione, č stata conferita la cittadinanza onoraria Tursitana al Prof. Cosimo Damiano Fonseca giā rettore dell´Universitā della Basilicata e Accademico dei Lincei.
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