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Domenica 18 aprile: a piedi da Anglona a Tursi

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E' stata una giornata movimentata. La notte alle tre gruppi di giovani in bicicletta sono partiti con uno zainetto sulle spalle per andare "a prendere la Madonna". Poi alle sei i pulman di Rabite portavano i fedeli per lo più donne, ad Anglona. I dieci chilometri vengono percorsi a piedi e a portare la statua si alternano le donne giovani, poi qualche volta i maschi poi alcuni giovani. Il corteo è abbastanza lungo ed aumenta quando si arriva a Santi Quaranta. C'è anche la banda di Colobraro city che suona ad intervalli quando le pie donne non cantano. Seguno il corteo, Don Saverio Zorzi rettore del santuario, il parroco di Tursi don Battista,don Gianluca e il diacono Agostino. Ogni tanto ci sono dei tavoli dove la statua si poggia e i portatori si riposano. Ci sono i nuovi fidanzati che mano nella mano accompagnano la processione. Ci sono i tifosi del club Juve. Ci cono delle coperte ricamate e colorate sui balconi. Si attraversa la strada e si arriva ai piedi del "Petto" e si sale. Qualche vecchio novantenne si affaccia alla porta e saluta la Madonna. I canti in salita si fermano ed infine si arriva in piazza San Filippo, dove il tavolo allestito dalle donne di lassù aspetta per la sosta. Poi si scende rapidamente giù lungo via Oliva e finalmente verso le undici passate si arriva in cattedrale. Qui messa, canti polifonici e poi tutti a mangiare, nocelle comprese e comprate dal nocellaro di Noicattaro. Ci starà fino a sera, visto che dopo c'è stata la festa a mons. Cuccarese, annunciata su tutti i giornali. Don Franco celebrava i suoi cinquant'anni di ordinazione sacerdotale e i 25 da vescovo. Sabato aveva ricevuto la cittadinanza onoraria a San Giorgio Lucano, dove era stato parroco da giovane.



La partita di calcio.

Nel primo pomeriggio alle quattro c'è stata la partita di calcio di terza categoria, ultima di campionato, finita 3 a 5 per gli ospiti di Metaponto che erano arrivati in nove. I nostri hanno avuto anche un gol annullato su calcio di rigore realizzato da Viviano. Il mister Policarpo giocava anche lui dall'alto dei suoi 64 anni. Mentre D'Aloisio padre faceva il segnalinee come sempre, il D'Aloisio figlio giocava a centro campo visto che in porta era tornato Laragione. Fittipaldi lasciava il suo ruolo di libero ed andava in attacco. Naturalmente si è "mangiato tantissimi gol, altrimenti potevamo pure vincere, ci dice Costantino il terzino, uno dei pilastri di questa squadra assieme ai fedelissimio Di Figola e Gallo che, nonostante fossero andati ad Anglona a piedi, hanno giocato bene. Alla fine Policarpo ha preso dolcetti e spumante ed ha offerto a tutti gli astanti, arbitro e commissario di campo compreso. Noi "giornalisti" ci siamo limitati ad assaggiare due cornetti alla crema, mentre i giocatori ospiti, avevano fretta di andarsene in quel di Metaponto, contenti della vittoria. A noi ed ai giocatori tursitani ci è sorto il dubbio che i giocatori venuti dal mare non fossero quelli veri cartellinati. Ne è nata una "question time" sulla loro buona fede, risolta con un arrivederci all'anno prossimo, che il mister Policarpo non si sente di confermare.

La festa all'Arcivescovo Cuccarese.

Le fontane della piazza buttavano acqua, come pure i mosaici murari del palco in marmo. Le luci illuminavano la scena ,ma dato il freddo, la messa di don Franco si è celebrata in chiesa. C'era anche mons. Vincenzo Franco, vescovo di Tursi nel 1975, adesso in pensione a Trani, 86 anni portati simpaticamente bene. In chiesa dopo la messa, il coro polifonico, i saluti del sindaco di Tursi, del sindaco di San Giorgio e della nipote Angela, il vescovo Cuccarese ha ringraziato tutti i fedeli tursitani e quelli venuti da fuori. Fuori in piazza alle otto di sera ci sono stati anche i fuochi d'artificio.


Salvatore MARTIRE
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