|
Domenica 16 maggio è passato per le nostre terre il Giro d'Italia edizione 87. L'amministrazione comunale tramite l'interessamento del sindaco Caputo e dell'assessore Ottomano, hanno ottenuto dalla direzione del Giro, che i ciclisti passassero da Caprarico, bivio Rabatana, bivio Pontemasone, colle di Anglona, Panevino ed arrivassero tranquillamente a Policoro. Così il panorama sarebbe stato più interessante e con i continui saliscendi della "variante" i ciclisti non si sarebbero annoiati. Poi sarebbero passati tra due ali di folla festante che da stamattina si sono stazionati lungo il percorso, magari in una casa colonica li vicina, arrostendo la carne e bevendo un buon bicchiere di vino. C'era l'incognita cani, pecore e forse qualche gallina che non se ne stava al suo posto. A questo ci hanno pensato quelli della protezione civile con le loro casacche arancioni. I cinquanta e passa giovanotti (ma c'erano anche molte ragazze) si sono dispiegati lungo la strada che dall'ingresso a Caprarico porta fino a Panevino, ed hanno svolto un servizio d'ordine impeccabile. In questo erano coadiuvati e coordinati dalla "task force" dei vigili urbani di Tursi, che già da ieri, sono andati casa per casa (colonica) a spiegare ai contadini che passava il Giro d'Italia, che stavolta si poteva vedere dal vivo e non come sempre dalla Tv.
|
|
I "cotisti" (sono quelli che hanno avuto la terra dalla Riforma Fondiaria degli anni '50: le "quote" appunto) hanno capito, hanno collaborato e qualcuno ha offerto agli organizzatori del Giro, arance e fragole. La proverbiale ospitalità lucana si è fatta sentire, e il ritorno di immagine per questa vetrina nazionale in diretta su Tv3, è stata bellissima. Un aneddoto: quelli dello Juve club, hanno lasciato le partite di serie A, hanno preso lo striscione e si sono accampati ai bordi della strada che è un pochino in salita, ed hanno avuto l'onore di una inquadratura speciale dall'alto di un elicottero. A Bologna un amico e paesano li ha visti in Tv3, li ha riconosciuti e immediatamente ha chiamato col cellulare. Gennaro (cosi si chiama lo Juventino dello striscione) ha risposto e per poco non si sentivano le grida di gioia in Tv. Potenza dei mezzi di comunicazione di massa.
Al bivio di Pontemasone, c'è un bar che da più di trent'anni è un Trading Post, o porto di mare. Tutti quelli che dalla Sinnica vogliono passare alla Val d'Agri, si fermano quì, per un caffè e le sigarette, o per mangiare, o semplicemente per prendere il fresco d'estate. Il bar adesso lo gestisce il figlio Gaetano e si chiama "Peter Pan" . Oggi alle quattro ha vissuto il suo momento di gloria e tanta visibilità mediatica. Gaetano oggi ha avuto il suo bel da fare e magari il giro lo ha visto passare in Tv. Quelli del comune, gli hanno anche ripulito la zona circostante dalle carte, dalle bottiglie vuote, fino alla fontana che si trova al bivio più giù e da domani starà un pochino pulito, si spera per molto. Qualcuno ha commentato (in positivo): "Doveva passare il Giro, perché questo miracolo di strade pulite si realizzasse".
Un pullman dalla vicina Montalbano è venuto apposta, è salito sul colle di Anglona cosi "i girini" li vedevano meglio. Molti si sono messi sul cavalcavia che sta proprio sopra la strada che viene dalla diga di Gannano e porta o a Tursi o alla Sinnica.
Nel paese, alle tre del pomeriggio non c'era nessuno nelle tre piazze. Qualche vecchietto, ci stava, ma si potevano contare sulla punta delle dita. I vecchietti sportivi erano tutti qui, a Pontemasone, divenuto per dieci minuti il centro del mondo. Nemmeno alla processione della Madonna c'era tanta gente. E se qualcuno stamattina era al lavoro (delle pesche) avrebbe smesso all'una, cosi aveva il tempo per lavarsi e scendere qui.
Insomma per noi tursitani è stato quello che si può definire un grande evento. Eravamo almeno in duemila e possiamo sempre dire da domani in poi: "C'ero anch'io."
Moltissime piccole aziende di vini, di ristoranti, di vendita del caffè o meccanici, o di pullman, o di alberghi hanno messo gli striscioni o la pubblicità attaccata ai pali. Tutti i bambini avevano il cappellino rosa e molti ciclisti in erba indossavano la maglia rosa del Giro che una camionetta vendeva a soli cinque euro. Tantissima gente è venuta qui. C'erano tecnici da Palermo. Avevano un camion e montavano i pannelli pubblicitari ai bordi delle strade. La carovana del giro, quella che passa prima, non finiva mai. I ciclisti, invece, chi li ha visti? Sono passati come il vento. Erano in gruppo, e gli occhi non facevano in tempo a vederli che già passavano gli altri, come un mare multicolore. Abbiamo fatto in tempo a battere le mani. Un elicottero ci volava sopra e noi siamo stati immortalati, come le tantissime "formiche" che si vedono in Tv alle dirette ciclistiche. Stavolta c'eravamo noi. Domani si tornerà al nostro banale quotidiano. E' stato bello così. Una sensazione simile l'abbiamo vissuta 22 anni fa ai mondiali di Spagna. Noi popolo di Tursi eravamo nelle piazze a seguire la partita Italia - Germania. I televisori erano in piazza e anche i vecchi la guardavano. Sono stati i nostri "momenti di gloria".
|