|
Quella del 14 dicembre è stata una giornata dedicata interamente ai giovani. Infatti nella conferenza tenutasi nel liceo scientifico di Policoro, don Mazzi insieme al famoso gruppo idei Nomadi, ha parlato di musica e come ha spiegato il tastierista dei Nomadi, Beppe Carletti, i giovani devono continuare la passione che hanno per la musica, suonandola nei propri gruppi, senza aspirare al successo, cosa che accade spesso. La conferenza è iniziata alle 18 per terminare alle 20. In seguito, don Mazzi si è trasferito nel tendone, costruito momentaneamente per ospitare il concerto, dove ha intrattenuto la gente un quarto d'ora giusto il tempo per permettere ai Nomadi di prepararsi. E quando si fanno le ore 21.15 il cantante Danilo si presenta sul palco per dare inizio al concerto.
Il concerto finirà tra le 23.30 e mezzanotte. E' stato qualcosa di meraviglioso, non avevo mai assistito ad un concerto di un gruppo così famoso come i Nomadi. Anche se la serata si presentava umida e fredda, ne è valsa davvero la pena. Hanno cominciato a cantare con una canzone tratta dal nuovo album e accompagnata da una scenografia tipo "Star Wars". Tra una canzone e l'altra, a turno, il cantante e il chitarrista leggevano i messaggi mandati dai loro fans, di cui uno accompagnato anche da una bottiglia di vino rosso. Nel concerto, i Nomadi hanno cantato anche alcune loro canzoni scritte insieme ad un altro famoso cantante italiano ovvero Guccini. Tra queste: "Canzone per un'amica" e "Dio è morto" le più famose. Mentre nella restante parte di concerto hanno cantato le loro canzoni famose e anche quelle meno. Precisamente dopo le canzoni "Io voglio vivere", "Sangue al cuore" e "La vita che seduce" sono seguiti lunghissimi e fortissimi applausi rivolti verso il gruppo, che non ha mai risparmiato ringraziamenti verso il calorosissimo pubblico.
Il concerto come potevano concluderlo se non con la canzone che li ha resi uno dei gruppi più famosi in Italia e nel mondo? Infatti per chiudere in bellezza una serata davvero molto bella hanno cantato "Io vagabondo". Questa però non è stata cantata solo dal cantante ma immaginate da chi altro? Si, proprio lui, don Mazzi. E cantava anche molto bene perché durante il ritornello a fare la seconda voce era lui. Insomma una serata che si prevedeva molto fresca ma che all'interno del tendone si è trasformata in una serata che non si può definire di agosto ma di giugno si. Il problema si è presentato quando siamo usciti che faceva un freddo cane (o per meglio dire faceva il freddo di una serata di dicembre).
|