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Sicuramente uno dei libri-chiave, insieme a Urlo di Allen Ginsberg e Il pasto nudo di William Burroughs, di quel fenomeno che e' stato in grado di influenzare un'intera generazione e avra' un certo riscontro in quell'area di ribellione della cultura degli hippies, e che prende il nome di Beat Generation.
Le avventure di un gruppo di ragazzi lungo le strade d'America da una costa all'altra. Una scorribanda fatta di amori di amicizie, droga, baldorie, fame, viaggi in autostop in uno scenario fatto di paesaggi suggestivi e ampi spazi aperti, quasi ad indicare una garanzia per la liberta'.
In realta' all'interno si nota spesso anche una certa ricerca di certezze e la sicurezza di un ritorno a casa.
Il tutto e' incentrato sulla figura dell'eccentrico Dean, probabilmente ispirato all'autore dall'amico Neil Cassidy. Dean figlio del sole.... simile ad un ardente angelo, palpitava attraverso la strada avvicinandosi come una nube, a velocita' folle, come il cavaliere misterioso,... vidi le sue ali, vidi quel suo macinino simile ad un cocchio celeste con migliaia con migliaia di fiamme scintillanti che ne sprizzavano fuori, vidi la traccia che bruciava lungo il cammino distruggendo ponti, seccando fiumi... Si, Dean e la strada, con la linea bianca che abbracciava il battistrada del dolce battello della Cina, la sua automobile, non ci voleva altro per renderlo felice. A volte il suo comportamento rasentava la pazzia, spesso blaterava e quasi balbettava, e probabilmente non capiva nemmeno lui quello che voleva dire o semplicemente non riusciva ad esporlo. Se gli si chiedeva del perche' della sua vita sulla strada lui non riusciva a dare una spiegazione convincente. Quasi come se la strada lo chiamasse e lui semplicemente rispondeva. A questo punto mi vengono in mente le parole di una canzone di De Andrè, Tu prova ad avere il mondo nel cuore ma non riesci a descriverlo con le parole.
Allora probabilmente Dean l'aveva trovata quella cosa che cercava lungo la strada, aprendosi completamente all'esperienza, vivendo fino in fondo la sua vita e che in realtà non riesce a spiegarsi e a spiegare definendola qualcosa di imponderabile e chiamandola semplicemente quella cosa.
Dean affermò che questa cosa era stata afferrata da un sax-alto di un'orchestrina jazz che aveva visto a San Francisco. E da qui sorgerebbe spontaneo un parallelismo della cultura jazz con la beat generation. Beat che significa battere, ritmo incessante che nel jazz di Charly Parker ha trovato un idolo indiscusso.
Il suonare accompagnato da questo ritmo, inventare, scoprire rimembranze di vecchi motivi, forgiarsi quindi di una certa esperienza, riuscire ad azzardare, alla ricerca di una certa autenticità, confrontarsi con gli altri strumenti, dialogare, suonare fino all'ultimo fiato per poi raggiungere quella cosa.
In qualche modo quello che Dean ha fatto della sua vita. Sal all'inizio del racconto affermava di essere affascinato da coloro che sono pazzi di vita, pazzi di parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo quelli che mi sbadigliano o dicono un luogo comune ma bruciano, bruciano come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno -Ooooh!-.
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