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Oceano Mare - Alessandro BARICCO

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   Alessandro Baricco

   Edizione: Rizzoli
   Anno: 1993
   N. pagine: 226
   Genere: Narrativa


- Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.

Silenzio.

- Che sia troppo tardi, madame.

Capita proprio così leggendo un libro di Alessandro Baricco: vuoi finirlo subito per avere quella piacevole nostalgia, quel ricordo dolce da depositare nella dispensa delle emozioni. E' come quel cibo che si divora veloce e lascia in bocca un sublime sapore.
Inizialmente, però, ti siedi, prendi un libro (forse proprio quello che non volevi leggere per nessuna ragione al mondo) ed armato di sovraumano coraggio lo apri.
Ti aspetti tante pagine bianche riempite di piccole formichette nere ed invece odi da lontano una musica leggera che si fa sempre più profonda, più continua, più rintronante!
Che sarà mai ti chiedi e mentre cerchi la risposta osservi che dalle pagine del libro fuoriescono onde azzurre e luccicanti. Ma questo è il mare !?... Ti accorgi che non è solo mare, ma è oceano mare; non un oceano, ma una distesa smisurata d'acqua che ha i contorni melodici del mare e la forza violenta dell'oceano, la burrascosa oscurità dell'oceano e il caldo limpido del mare.
Dopo un po' ti chiedi se stai leggendo o stai guardando, non capisci se immagini tutto o è tutta un immagine straordinaria.
Tuttavia stai lì davanti e la risacca minacciosa sembra ingoiarti nel ventre oscuro dell'oceano; sei sbigottito, resti immobile ad osservare orizzonti inesplorati che si dilatano non fuori ma dentro di te e questo spaventa; ti spaventa il mondo interiore, questa nuova prospettiva da osservare; ti intimidisce a tal punto da piacerti, così vuoi uscirne, per raccontare tutto quanto, non importa a chi, non importa come, ma lo vuoi fare.
Non sono le relazioni di un romanzo, ne le dicerie sul mare, ma nugolo di sensazioni che hai respirato come magici effluvi, che hai udito come classiche sinfonie, che hai gustato impaurito come un frutto rubato.
Provi a farti capire, ma in effetti ti accorgi che è difficile. Non sai come qualificare un sentimento, come dare colore ad una immagine.
La puoi chiamare emozione?... forse no e ti arrovelli a cercare la parola giusta, quel qualcosa che rassomiglia ad uno zampillo di colori, ad un fuoco d'artificio, al sorriso della donna che ami; fai appello al tuo estro sconfinato, alla tua puerile fantasia ma non c'è nulla da fare, puoi solo consigliarne la lettura.

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