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- Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando.
Silenzio.
- Che sia troppo tardi, madame.
Capita proprio così leggendo un libro di Alessandro Baricco: vuoi finirlo
subito per avere quella piacevole nostalgia, quel ricordo dolce da
depositare nella dispensa delle emozioni. E' come quel cibo che si divora
veloce e lascia in bocca un sublime sapore.
Inizialmente, però, ti siedi, prendi un libro (forse proprio quello che non
volevi leggere per nessuna ragione al mondo) ed armato di sovraumano
coraggio lo apri.
Ti aspetti tante pagine bianche riempite di piccole formichette nere ed
invece odi da lontano una musica leggera che si fa sempre più profonda, più
continua, più rintronante!
Che sarà mai ti chiedi e mentre cerchi la risposta osservi che dalle pagine
del libro fuoriescono onde azzurre e luccicanti. Ma questo è il mare !?...
Ti accorgi che non è solo mare, ma è oceano mare; non un oceano, ma una
distesa smisurata d'acqua che ha i contorni melodici del mare e la forza
violenta dell'oceano, la burrascosa oscurità dell'oceano e il caldo limpido
del mare.
Dopo un po' ti chiedi se stai leggendo o stai guardando, non capisci se
immagini tutto o è tutta un immagine straordinaria.
Tuttavia stai lì davanti e la risacca minacciosa sembra ingoiarti nel ventre
oscuro dell'oceano; sei sbigottito, resti immobile ad osservare orizzonti
inesplorati che si dilatano non fuori ma dentro di te e questo spaventa; ti
spaventa il mondo interiore, questa nuova prospettiva da osservare; ti
intimidisce a tal punto da piacerti, così vuoi uscirne, per raccontare tutto
quanto, non importa a chi, non importa come, ma lo vuoi fare.
Non sono le relazioni di un romanzo, ne le dicerie sul mare, ma nugolo di
sensazioni che hai respirato come magici effluvi, che hai udito come
classiche sinfonie, che hai gustato impaurito come un frutto rubato.
Provi a farti capire, ma in effetti ti accorgi che è difficile. Non sai come
qualificare un sentimento, come dare colore ad una immagine.
La puoi chiamare emozione?... forse no e ti arrovelli a cercare la parola
giusta, quel qualcosa che rassomiglia ad uno zampillo di colori, ad un fuoco
d'artificio, al sorriso della donna che ami; fai appello al tuo estro
sconfinato, alla tua puerile fantasia ma non c'è nulla da fare, puoi solo
consigliarne la lettura.
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