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Immagina di essere in un antico ed austero teatro, aspettando che il sipario si apra; tutte le luci sono spente, il buio avvolge tutto intorno, tanto che non riesci a vedere neppure chi ti sta accanto. Lo spettacolo sta per iniziare, l'atmosfera è solenne. Ed ecco che le luci della scenografia iniziano ad accendersi, lentamente: prima buio, poi luci soffuse; il giallo luce dei fari prende vita sempre più e si fonde col sipario rosso diavolo del teatro, che con dolcezza si apre, creando un'atmosfera magica....
Così è quando con dolcezza metti il disco di "Dark side of the moon" sul piatto del giradischi. Poi alzi la testina e con mirabile precisione la deponi sul primo solco del vinile. Un silenzio vuoto esce dalle casse; poi il vetusto fruscio ci mette in solenne attesa, ed in un attimo il cuore inizia a battere.
E' il nostro cuore che batte? Anche quello. Ma in realtà è "Dark side of the moon" che inizia.
Si sente un cuore che batte, un uomo impazzito che ride "divertito a morte" ed un urlo si diffonde in un grido senza fine. In questi primi attimi, troviamo condensato tutto ciò che poi l'intero album metterà in risalto.
Con "Dark side of the moon" i Pink Floyd ci presentano una vera e propria riflessione sulla condizione umana (l'Uomo-Waters, The man lo possiamo assumere come protagonista), che a mio modesto parere è rimasta attuale fino ai giorni nostri.
Già con Speak to me/Breathe, The man è immerso nel mondo con il suo lavoro, con le persone che lo circondano, il suo dolore, le sue fatiche, le sue gioie. La sua vita è un correre, come quella di un coniglio: deve scavare la sua tana e quando ha finito ce ne sarà un'altra e poi un'altra ancora. I Floyd con questi primi pezzi sembrano voler incoraggiare l'uomo ad allontanarsi dall'apatia e dalla frenesia della civiltà industrializzata.
Ma nel mondo in cui si trova l'uomo è risucchiato dall'alienazione, dalla schizzofrenia; il brano On the run sembra suggerirci ciò con una serie di suoni elettronici, ottimamente assemblati e con una voce pazza in sottofondo che urla e ride.
Con Time ascoltiamo uno dei più grandi capolavori di sound engeneering, con cento orologi e ticchettii, che suonano insieme e che ci fanno percepire una forte inquietudite, su quello che può essere il senso del tempo. Il tempo passa, e tutto sembra perdersi nei minuti che passano. The man gironzola nelle città, cercando chissà cosa. La vita è lunga e si rende conto che davanti a se c'è ancora tanto tempo. Si accorge che sta invecchiando...la morte si avvicina.
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