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The Free's story

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L'heavy metal, la forma più esaltante del rock in circolazione, discende storicamente dal blues.
Negli anni '60 in Inghilterra esplose il fenomeno chiamato "blues revival". Gli eroi di quel periodo erano: i "Bluesbreakers" di John Mayall, Alexis Korner ed i "Fleetwood Mac". Poi vennero I "Led Zeppelin" che erano una blues band, insieme ai "Black Sabbath" specie quando si chiamavano "Earth" ed erano molto apprezzati nel circuito del blues. Anche i "Deep Purple" avevano trascorsi ragguardevoli nell'ambito del blues britannico.
Così i "Free" avevano la struttura blues per le composizioni delle loro canzoni.
Il gruppo nasce nel '68 dalla scissione di diversi gruppi locali. L'artefice della nascita dei "Free" è stato Alexis Korner, una delle figure più note nella storia del blues inglese. Il batterista Simon Kirke ed il chitarrista Paul Kossof (sempre dei Free) facevano parte dei "Black Cat Bones". Paul Rodgers (dei Free) cantava nei Brown Sugar. Ci mancava solo un bassista e lo trovarono in Andy Fraser, un musicista quindicenne che aveva suonato con i "Bluesbreakers" di John Mayall. Alexis Korner, dopo averli visti suonare, disse al gruppo (dei Free) che sarebbero potuti diventare i nuovi "Small Faces" un gruppo molto popolare in quel periodo. Comunque la loro casa discografica la "Islands" reputava la musica del gruppo, poco commerciale e il loro suono troppo aggressivo. Soltanto Chris Blackwell aveva intuito le potenzialità del gruppo. Inizialmente la "Islands" voleva che il gruppo si chiamasse: "Heavy metal Kids" e non "Free at last". Alla fine i componenti del gruppo optarono all'unanimità per il solo nome "Free".
Subito il gruppo si mise al lavoro. Il primo album "Tons of sobs" venne registrato in una settimana, al ritmo di un brano al giorno ed uscì nel 1969. Nell'ottobre dello stesso anno, andarono in tournee con Joe Cocker e poi con i "Who". Nello stesso periodo pubblicarono il secondo album dal titolo: "Free".
I due album "Free" e "Tons of sobs" ebbero per la verità un successo piuttosto limitato e la reputazione del gruppo era dovuta solamente alle coinvolgenti esibizioni "live". Per il successo discografico si dovrà aspettare fino al giugno del '70, con l'uscita del terzo album "Fire and water" (fuoco e acqua), album storico, dal quale la canzone "All right now" divenne un singolo, che scalò le classifiche mondiali. Questo è stato il brano mediante il quale feci conoscenza musicale con i "Free", insieme ad un altro brano come "Paranoid" e "Smoke on the water". Un altro singolo: "My brother Jake" consolidò la fama dei "Free".
Con il successo però i rapporti tra i musicisti si erano un pochino deteriorati, al punto di optare per lo scioglimento, dopo aver terminato il tour mondiale in Australia e cancellando le date dei concerti in programma per gli Usa. Il risultato più immediato di questo scioglimento, fu il collasso fisico del grande chitarrista Paul Kossoff. Il chitarrista era già una leggenda per i fans dei Free. Infatti il suo stile aveva affascinato migliaia di musicisti in tutto il mondo. Kossoff viveva esclusivamente per la sua chitarra e per i "Free".
Poco tempo dopo, verso la fine del 1971, Paul Kossoff e il batterista Simon Kirke, insieme al bassista giapponese Tetstu Yamauchi e al tastierista americano John Rabbit Bundrik, realizzarono un album. Il gruppo era essenzialmente da studio, anche perché le condizioni fisiche di Kossoff andavano peggiorando. Aveva cominciato a prendere droghe e fu proprio per il tentativo di aiutarlo, che gli altri componenti del gruppo dei "Free" si misero insieme.
Registrarono un nuovo album nel '72, dal titolo: "Free al last" (l'ultimo dei Free) da cui fu tratta la canzone " A little bit of love" (Il piccolo battito dell'amore) che divenne subito un "Hit". Ma il tour inglese che ne seguì fu disastroso.
Al Newcastle City Hall, dopo solo tre canzoni, Kossoff collassò "on stage" (sul palco) e lo show fu annullato. Da lì a poco tempo dopo per scusarsi col pubblico, i Free suonarono per ben cinque serate consecutive al Newcastle, nonostante Kossoff traballasse sul palco o addirittura cadeva a terra, ma il pubblico lo amava lo stesso. Si era creato un particolare rapporto tra i fans e l'artista.

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