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I Patto furono una band inglese tra le più interessanti e sottovalutate di tutto il periodo dei settanta. Attivi nella prima fase di quegli anni, nascono dalle ceneri dei Timebox ('67-'69, registrano solo 5 singoli, raccolti nel disco "The Original Moose On The Loose" del '76, da ricordare il brano "Beggin" portato al successo dai Four Season), per ragioni di contratto passano all'etichetta Vertigo di Muff Winwood (fratello di Steve dei "Traffic") adottando il nome del leader Mike Patto. Del vecchio organico rimangono quasi tutti ovvero Patto alla voce, Peter "Ollie" Halsall alle chitarre e tastiere, John "Admiral" Halsey alla batteria e Clive Griffiths al basso, abbandonando il tastierista Chris Holmes che finirà nei Babe Ruth. Fanno il loro esordio pubblicando nel 1970 Patto, un capolavoro, che non riesce però a vendere più di 5000 copie, già dalla copertina si intuisce la grandezza, "The Man" brano di apertura (mio preferito), presenta un rock-blues grintoso e cadenzato, scandito da tocchi di rullante (cupo) e gran cassa soffocata, nella parte centrale emerge un'atmosfera inquietante caratterizzata dal vibrafono, suonato da Halsall, accompagnato dal basso ed una batteria singhiozzante, finendo con una terza parte in un crescendo hard rock potente. "Hold Me Back" e "Red Glow" sono di un rock che potrei definire in "stile" Patto, composte da una parte vocale in primo piano supportata da una base di chitarra distorta per tutta la durata del brano, "Time To Die" rappresenta uno di quei pezzi molto complessi dal punto di vista compositivo, con continui controtempi di batteria ed una chitarra acustica suonata in modo classico e raffinato. Il secondo lato si riflette perfettamente nelle note di copertina citate all'inizio: "Jazz fused with rock is not new, most bands say it with brass sections…" in cui il gruppo manifesta una volontà di suonare il jazz fuori dagli schemi abituali, affidandosi esclusivamente alle doti canore del leader e allo straordinario virtuosismo del chitarrista, rinunciando all'apporto dei fiati. Questo da un lato esalta la critica di quegli anni, dall'altro trova un pubblico spiazzato e soprattutto non ancora pronto per quel tipo di suono, "San Antone" infatti risulta essere un misto di jazz-rock con sfumature hard-rock abbastanza sperimentale per l'epoca. "Uomo del governo,hai il cuore di pietra" canta Patto in "The Government Man" che risulta sicuramente essere la piu orecchiabile e coinvolgente del disco. Poi una lunga suite che sfocia nel jazz puro dove vede protagonista ancora una volta la chitarra di Halsall che con questo brano si consacra uno dei migliori chitarristi dell'epoca, infine "Sittin' Back Easy" che chiude il capolavoro con un Patto in evidenza dalla voce graffiante e viscerale.
Nel 1971 pubblicano il secondo album "Hold Your Fire" sempre per la vertigo, anche qui la stupenda copertina di Roger Dean sembra anticiparne il contenuto, anch'esso un capolavoro sottovalutato, e a mio avviso, in alcuni tratti superiore anche al precedente lp. "Hold Your Fire" brano che apre l'omonimo album è sicuramente il più interessante dal punto di vista tecnico-compositivo qui è presente una lunga parte di chitarra molto articolata che fa da background a tutto il brano di 8 minuti, emergendo qua e la nelle pause di Patto, (ricorda un po' hold me back) qui halsall sfodera tutte le sue virtù tecniche suonando anche il piano in overdubbing e confermando di essere un musicista completo, capace di suonare qualsiasi tipo di strumento. Segue la struggente "You,You Point Your Finger" dove ancora una volta spiccano le doti canore del leader, "How's Your Father" , "Give It All Away" e, "Air-Raid Shelter" sono brani che tendono al jazz con un alto tasso tecnico portato dal chitarrista, "See You At Dance Tonight" stacca perfettamente con un sound più vivace l'atmosfera malinconica creata dai due brani precedenti, poi ancora "Tell Me Where You've Been", dove riescono a fondere alla perfezione il jazz-blues con il soul di James Brown. Il finale come nel primo disco è caratterizzato da un bel brano lento che mette in evidenza la voce di Patto e dal sapiente uso del vibrafono da parte di Halsall.
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