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Edgar Broughton Band

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A giudicare dal comportamento, si potrebbe indicare la Edgar Broughton Band, come uno dei pochi gruppi che non abbia mirato, prima o poi, ai privilegi delle rock stars. Sempre fedeli agli ideali pacifisti e libertari della fine degli anni 60 e molto rabbiosi nei confronti del mondo politico. Velenosa, iconoclasta e maledetta, la band ha rappresentato per anni la punta più sovversiva della musica britannica.
L' Edgar Broughton Band nasce alla fine degli anni sessanta a Warwich (Inghilterra) dove i fratelli Broughton, Edgar e Steve, con l'amico Art Grant incominciano a suonare imponendo le loro idee anarco-libertarie tipiche del sessantotto. La loro passione sono i free concert, concerti gratis e improvvisati dove mettono in atto il loro estremismo stilistico e politico e pronti ad esibirsi sulle strade senza autorizzazioni e per questo trascorrono più di una notte in prigione.
Dopo aver girato con il loro furgoncino l'intera Inghilterra, solo intorno al 1969 la band ha un contratto con la Harvest, casa discografica di un certo spessore. Neanche con il primo Lp ci fu sputtanamento, uscito nel 69 "Wasa-wasa" non concede nulla ad una musica che non sia feroce, acida, velenosa facendo apparire l'Heavy metal come musica classica. Tutta l'opera pulsa di rabbiosità che esplode in chitarre acide e ritmi irregolari, con una voce beffarda e rauca.
Nel 1970 pubblicano il secondo album "Sing brother sing", dedicato alla cospirazione contro l'establishment e il loro sound si sposta leggermente verso soluzioni di testo-musica con suoni più vari ma senza dubbio il loro terrorismo sonoro rimane inalterato. Nel 1971 esce "Edgar broughton band" album con il quale ebbero il maggiore successo, grazie anche al loro decisivo cambiamento musicale al quale ha contribuito parecchio l'arrivo della chitarra di Victor Unitt proveniente dai Pretty Things.
Nello stesso anno partecipano gratuitamente al Glastonbury Festival al quale parteciparono altri grandi: Hawkwind, Pink Fairies, Gong, Grateful Dead ed altri, il gruppo si esibì con un brano dei Fugs "Out demons out" esibizione che rimane leggendaria. Nel 1972 pubblicano "In side out", nel quale si nota un calo della loro rabbiosità ma non mancano momenti effervescenti. La band decide di approfondire le proprie capacità satiriche con l'album successivo "Oora" (1973) ricco di umorismo e con brani diversi tra loro.
Dopo questo album la band appare allo sbando prima perdendo il chitarrista Victor Unitt e poi annullando il contratto con la Harvest, ma nonostante tutto nel 1975 riesce comunque a pubblicare per la Nems un altro Lp "Bandages", un lavoro che non si può dire malriuscito ma sicuramente lontano dalle origini della band. Nello stesso anno (1975) pubblicano due antologie con inediti "A bunch of 45's" e "Master of rock" che contribuirono non poco ad un ennesimo successo. Con "Bandages" il gruppo tra mille tensioni si scioglie e Steve Broughton è l'unico a collaborare con altri artisti come: Roy Harper, City Boy , Mike Oldfield etc. Solo nel 1979 i fratelli Broughton e Art Grant si riuniscono come all'origine chiamandosi più semplicemente The Broughtons e pubblicano "Parlez vous english" (1979) il quale possiede un ricco humour ma si discosta molto dalle vecchie opere, infatti il clima è meno anarchico. Con l'album "Super chip" (1982) i Broughtons chiudono la loro attività musicale così lusta di gloria. Fortunatamente non tutti gli album sono nell'avidità del mercato collezionistico anche se non sono tutti rarissimi. L' Edgar Broughton Band rimane, nella storia del rock, un nome realmente oscuro e ribelle, solo per guerrieri anarchici e forti di cuore.


Damiano LE ROSE

Discografia:

  • Wasa-wasa (1969)
  • Sing brother sing (1970)
  • Edgar broughton band (1971)
  • In side out (1972)
  • Oora (1973)
  • Bandages (1975)
  • A bunch of 45's (1975 antologia)
  • Master of rock (1975 antologia)
  • Parlez vous english (1979)
  • Live hits harder (1979 dal vivo)
  • Super chip (1982)
  • The legendary Edgar Broughton Band (1984, raccolta)
  • Chilly Morning Mama (1998)
  • Demons At The Beeb (2000)

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