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Lettera dall'Argentina

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Nicola Le Rose è partito con la moglie Silvia e la figlia Teresa, per andare ad insegnare nelle scuole argentine, nella città di Rosario. Li ci staranno circa sei mesi. Questa è una delle prime lettere che ci ha mandato dal Sudamerica, alla quale speriamo ne seguiranno delle altre.

Carissimo Toto,
Dopo un mese e mezzo ci siamo assestati qui in Argentina e comincio a capire che non si tratta di una gita scolastica e che non sono sul punto di rientrare... La nostra vita scorre tranquilla: Silvia fa la professoressa d'italiano, io studio musica, leggo molto e sto con Teresa...
Rosario, la cittá dove viviamo, é grossa come Napoli piú o meno...solo che Napoli in confronto sembra Oslo in quanto a ordine e pulizia... Sto elaborando tanto materiale ma ancora non sono giunto a nessun tipo di sintesi valida, per cui ti faccio aspettare ancora un po' per scriverti qualcosa... Avevo pensato a un specie di rubrichetta tipo "lettere dall'Argentina" nelle quali settimanalmente o bisettimanalmente ti invio qualche notizia soprattutto di costume e sulla societá, nonché informazioni sul paese e sull'enorme legame di sangue con l'Italia (17 milioni di italiani di discendenza diretta su 36 milioni totali...). Ogni suggerimento tuo in tal senso é piú che gradito...

Rosario si trova a 300 km circa a Nord di Buenos Aires capitale-mostro di questo paese nella quale vive un terzo degli argentini... La cittá sorge su una sponda del fiume Paraná che quando giunge a queste latitudini ha giá attraversato 3 stati e percorso circa 4400 km. Per passare dall'altro lato del fiume, la cittá si é dotata di un ponte (costruito da italiani..) lungo ben 59 km. Infatti qui siamo giá nel delta del Paraná... Mi dispiace non poterti ancora inviare immagini....o foto ma spero di riuscirci. Noi siamo appena rientrati da un viaggio appassionante nel nord-est del Paese, nella provincia di Misiones (dove hanno girato Mission con De Niro..). In quel punto il fiume Iguazú va a finire nel fiume Paraná. Gran parte della regione è ancora Selva, seconda sola all'Amazzonia per ricchezza di biodiversitá. C'è un punto in cui il fiume incontra una depressione naturale per cui l'acqua esce dal letto e comincia a distendersi in un tratto piano immenso per poi ricadere in giú formando piú di 300 salti nell'arco di pochi km. Uno di questi salti è la famosa "garganta del diablo" gola del diavolo in cui la potenza dell'acqua è impressionante... Il fragore ti obbliga a gridare per scambiare qualche parola... La regione di Misiones nella parte ancora conservata intatta è quanto di piú simile al paradiso che io possa immaginare... Dell'oltre 1 milione di km quadrati di selva esistenti un secolo fa (3 volte l'Italia per intenderci..) ne restano solo 60.000. All'interno della selva ci sono animali selvatici in quantitá, dai coloratissimi Tucani ai puma, al yaguareté (che sarebbe un giaguaro) alle aquile, alle scimmie che abbiamo avuto la fortuna di incontrare, libere sugli alberi maestosi, serpenti velenosi, roditori simpatici simili ai procioni, iguana, farfalle dai mille colori, orchidee fiori meravigliosi ovunque.

In questa regione dove sono concentrate le Misiones che i gesuiti costruirono a partire dal 1600 continua a vivere la popolazione autoctona di queste terre: i Guaraní. I resti imponenti delle Reducciones gesuitiche fanno impressione...I padri riuscirono a integrarsi con la popolazione locale in una pacifica e proficua fusione di culture cosí diverse. le cose andarono talmente bene che la corona spagnola un po' preoccupata decise nel '700 di espellere tutti i gesuiti dal nuovo mondo. Da quel momento tutto andó in rovina e i Guaraní subirono le persecuzioni degli schiavisti portoghesi e le angherie dei colonizzatori... Ancora oggi la comunitá Guaraní vive tutto sommato ai margini del 2000, attaccata alla propria antica tradizione,. Si dedicano fondamentalmente all'agricoltura e all'artigianato. Ok mi fermo qui.

Ti abbraccio e saluta la rabatana, san Michele, san Filippo, u Pett, u vallon, sandRocc e i calanc.


Nicola
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