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Lettera dall'Australia

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Da Filippo Missanelli, Australia

Caro Totore, E' il 16 dicembre 2004. Ti scrivo che sono appena arrivato ad Hobart in Tasmania, dopo aver trascorso due settimane tra Sydney e Melbourne. Sono arrivato a Sydney l'ultima settimana di novembre che era appena iniziata l'estate: mi sono ritrovato il primo giorno (con 40 gradi, molto ventilati per fortuna) a girare per una citta' nuovissima, fondata appena nel 1788 da "forzati" portati qui dall'Inghilterra a scontare la loro pena! Che pena, direbbero oggi.
Sydney e' una citta' che ha piu' di 4 milioni di abitanti, penso ci siano di tutte le nazionalita' possibili ed immaginabili. La comunita' piu numerosa penso sia quella asiatica (cinesi sia della Repubbilca Popolare che di Taiwan, malesi, indonesiani etc.). Ce ne sono tantissimi e quello che si nota subito e' che gestistono i numerosi fast food presenti ad ogni angolo. Sono davvero tanti e di ogni specie, altro che slow food, qui si corre anche nella pausa pranzo; se lavori in un ufficio nella maggior parte dei casi hai circa 30 minuti di tempo (per la pausa pranzo) devi cercare di ottimizzare il tutto. La mattina vedi la maggior parte della gente con in mano un bel bicchierone di carta con dentro cappuccino, latte macchiato, caffe o altro. Tutti i posti che preparano questi "hot drinks" usano chiamare i prodotti in italiano, forse perche' il nostro caffe' e cappuccino sono davvero buoni. A pranzo poi, ci si tuffa nei vari fast food che offrono tutto: sushi, pasta (mi sono promesso di non assaggiarla), piatti thai, panini o insalate varie e cosa molto importante e' che i prezzi sono molto contenuti. Si spende davvero poco in Australia se vuoi mangiare, a pranzo per un piatto unico o un panino superfarcito o insalata spendi circa 7/8 dollari australiani (un dollaro australiano e' 0.58 euro ovvero circa 1.100 lire al vecchio cambio, credo). I fast food non vengono alcolici, ne birra ne vino. Facendo poi il paragone con un ristorante italiano devo dire che i prezzi sono inferiori ai nostri (parlo di Firenze dove vivo) di circa il 40%, e non e' poco. L'unica cosa che costa e' l'acqua, che in proporzione e' piu' costosa dei succhi di frutta preparati in tempo reale davanti ai tuoi occhi in alcuni "juice point" che offrono mille varieta' di succhi oltre a macedonie di frutta fresca, frutta buonissima e con prodotti sia di tipo mediterraneo che tropicali.

Sydney e' bellissima, ha una baia naturale che dicono sia tra le piu' belle al mondo. Anche se e' una citta' molto nuova ci sono dei panorami mozzafiato spostandosi lungo la baia con i traghetti che ti portano in ogni angolo della baia, su spiagge bianche come lo zucchero (tipo Manly) o appena dorata (tipo Bondi Beach, patria anche dei surfisti). Dal sobborgo piu' meridionale a quello piu' settentrionale ci sono circa 96 km, per dare un idea delle distanze. Sia Sydney che la piu giovane Melbourne (fondata nel 1835, oggi ha poco meno di 4 milioni di abitanti) sono citta' molto ordinate e pulite (si trova un cestino per la spazzatura ad ogni angolo e cosa importante viene usato!). Non hanno il traffico caotico, le strade sono larghe ed I controlli della velocita' sono molto severi sia in citta' che sulle autostrade (che a me sembrano strade normali ma loro chiamano highway). Tra Sydney e Melbourne ho trascorso due giorni immerso nella natura australiana. Ho fatto due giorni il turista nelle Blue Mountains che sono a poche centinaia di km da Sydney e viste da lontano sembrano davvero di tale colore, dato in realta da una fine nebbiolina di oli di eucalipto sprigionati dagli alberi e riflettondo la luce tingono l'aria dandole questo colore pastello. Devo dire che altrettanto la fauna (wallabies, opossum, wombat etc) e la flora di queste zone sono incantevoli, viste struggenti da togliere il fiato. Ho avuto la fortuna di vedere dei wallabies (la specie piu' piccola del canguro) dal vivo, girando per il "bush" (vegetazione di arbusti e eucalyptus, simili alle nostre pinete) e per il Parco Nazionale delle Blue Mountains. In un paio di casi mi e' saltato davanti alla macchina qualche canguro, oppure un wombat. Una volta uno era fermo nel mezzo della strada, ad un centinaio di metri, immobile. Pensavo che questo potesse succedere solo nei film o nei documentari, ma invece l'ho sperimentato in prima persona. Per fortuna si e' spostato! Melbourne viene da tutti definita la citta' australiana piu' europea per le sue forti tradizioni (sia per la forte presenza di immigrati del nostro continente: la comunita' piu' numerosa e' quella greca seguita a ruota da quella italiana) e la sua aria talvolta di freddo distacco (molto british!), tipici del Vecchio Continente. Proprio a Melbourne ho conosciuto una coppia di ragazzi con lei di origini siculo/maltesi e lui lucano/irlandesi. Il ragazzo e' rimasto esterefatto quando mi ha detto che la madre era di Viggiano ed io gli ho detto che conoscevo il posto! Era la prima volta che gli capitava che qualcuno conoscesse il posto di origine della madre. Gli ho spiegato che lo conoscevo perche' anche io sono lucano. Sono rimasti cosi' contenti che mi hanno "adottato" per tre giorni e portato in giro per Melbourne, non come turista ma come loro vivono la citta'. Devo dire che loro le tradizioni le sentono piu' di noi, probabilmente servono molto a queste famiglie, che la domenica spesso si ritrovano in circoli, per sentirsi ancora legati all'Italia, anche se alcuni non l'hanno mai visitata!

Sembrerebbe che qui tutti vivono abbastanza bene, anche se ci sono famiglie ed immigrati (soprattutto asiatici) che vivono in condizioni peggiori rispetto allo standard. Credo che non sia per niente paragonabile al gap in Italia (con gli immigrati intendo). Non bisogna neanche dimenticare che nella bellissima Australia negli anni '60 e '70 c'erano forti leggi razziali (quasi pari a quelle sudafricane) che impedivano agli asiatici di entrare in Australia ed anche per gli Europei erano stati resi piu' difficili i visti di ingresso. Per gli immigrati europei venne introdotto per alcuni anni un test d'ingresso praticamente insuperabile. Se per esempio un italiano voleva "entrare" e stabilirsi in Australia veniva sottoposto ad un test di cultura generale (mi hanno raccontato) che poteva essere pero' in una qualsiasi delle altre lingue europee. Caro Totore ora ti lascio perche' devo uscire dall'albergo dove sono (internet ed il computer sono gratis nella hall) e procurarmi da mangiare, magari ti aggiorno sul prosieguo del mio viaggio. Scusami per gli eventuali errori di grammatica, ma sto usando una tastiera diversa dalla nostra e soprattutto con un correttore automatico in inglese che a volte mi cambia automaticamente la parola dopo averla scritta! Ah la tecnologia. Un saluto da Filippo Missanelli.


Filippo
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