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Nicola Le Rose è partito con la moglie Silvia e la figlia Teresa, per andare ad insegnare nelle scuole argentine, nella città di Rosario. Li ci staranno circa sei mesi. Questa è una delle prime lettere che ci ha mandato dal Sudamerica, alla quale speriamo ne seguiranno delle altre.
30 gennaio 2005
Carissimo Toto,
grazie per la mail e per i saluti. E' un po' che non mi faccio sentire. Ma siamo stati immersi nelle Ande continuando la nostra risalita verso Nord. Abbiamo raggiunto la ragguardevole cifra di 14000 km in questo continente pieno di sorprese. La nostra marcia verso il tropico del Capricorno si sta svolgendo lungo la cordigliera andina che segna il confine naturale tra l'Argentina e il Chile; man mano che si risale cambiano le condizioni climatiche, il clima, la vegetazione, i paesaggi ecc. Dal lato cileno l'umidità del Pacifico fa si che le precipitazioni annue siano enormi (fino a 7000 mm) il che rende il Chile australe un immensa foresta vergine; c'è da dire però che piove sempre. Le nuvole raggiungono le Ande ma non riescono a passarle. Qui dicono "se pegan" cioè si attaccano alle montagne e non procedono oltre, per cui dal lato Argentino, steppa e meseta sono la costante fino a una certa latitudine. Il contrasto è impressionante. Qualche giorno fa ci siamo arrampicati fino a un vecchio passo precolombiano giá usato dagli Inca e tuttora utilissimo per spostarsi in Chile ai piedi dell'immensa valle di Uspallata (visto che tu ami il cinema...da queste parti ci hanno girato il film: " Sette anni in Tibet", così ti fai un'idea visiva del posto). Siamo saliti fino a 4250 metri in macchina piuttosto tranquillamente, e poi io ho continuato ancora un po' fino a 4500. Poi ha cominciato a girarmi la testa e sono tornato giù. La valle di Uspallata sorge ai piedi di una serie impressionante di monti tra i quali spicca per la sua mole l'Aconcagua con i suoi 6962 metri. La chiamano il "Tetto d'America". E pensa che ci si può salire a piedi, senza troppe difficoltà tecniche. Ci si impiega circa un paio di settimane, fermandosi ai vari rifugi progressivi per acclimatarsi. Fino a quasi 5000 m ci salgono i muli per portare le provviste e c'è persino un posto di soccorso permanente a 4000 m durante la stagione estiva.
Superata la regione di Mendoza famosa per i suoi vini, procediamo verso Rioja, Catamarca, e poi su verso Tucumàn e Salta. Le Ande diventano colossali. Ovunque ci sono montagne. Fino a oltre 5000 metri non c'è neve. Il paesaggio varia dal deserto pieno di cactus (Cardones si chiamano, nome che ricorda il nostro Cardùn.....ma solo il nome visto che sono cactus che raggiungono i 6 o 7 metri di altezza) alla Puna che sarebbe un altipiano umido da circa 2500 m a 3500 di altitudine. Più in basso da queste parti c'è la selva impenetrabile dove in questo periodo dell'anno fa un caldo umido infernale. Procedendo verso nord la cultura indigena diventa predominante anche a livello somatico. Sono molto simili agli "Indiani" del Nordamerica, cioè i Pellerossa. Anche noi siamo diventati piuttosto pellerossa. Il sole picchia molto forte. La cultura Inca è arrivata fin qui. Ma soprattuto ci sono arrivate le popolazioni che sfuggivano alla dominazione dell'Impero Incaico e si rifugiavano verso sud superando le Ande peruviane e boliviane. Adesso che è Carnevale è il momento migliore per apprezzare i colori e le musiche tradizionali Quechua, Diaguita, Toba, Mapuche, Tehuelche ecc. ecc.
La differenza con la Patagonia è enorme. Anche in Patagonia c'erano indigeni ovviamente ma una campagna criminale di inizio secolo di cui si sa pochissimo chiamata "Conquista del deserto" ha praticamente eliminato tutti gli autoctoni (Onas, Yaganes, Tehuelches). Facevano battute di caccia all'indiano come si cacciano i cinghiali. Il genio che ha proposto la conquista del desierto era un militare divenuto poi anche presidente dell'Argentina per ben due volte di nome Roca. La sua faccia è raffigurata oggi sulle banconote da 100 pesos e a lui sono intitolate piazze e strade di questo strano paese. Bizzarra la storia no? Bene caro Toto, ti saluto adesso sognando raschatell pupacc e pummdor. Fra un mese circa torniamo in Italia.
asta siempre, pellerossanick
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