Tursi candida e solenne conserva il fascino poetico del paesaggio lucano fatto di colori improvvisi, di castelli leggendari e di cattedrali maestose.
Le sue case immerse in verdi colline profumate di rosmarino e fiori di ginestra si snodano come in un bianco presepe.
I valichi e i burroni che la circondano sono ingentiliti dalla presenza di vestigia del tempo passato. La personalità volitiva dei suoi abitanti non solo si esterna nelle sue opere poderose dei contrafforti e dei ponti che legano un valico all'altro e ingabbiano le timpe ma anche nei prodigiosi giardini dove splendono gli agrumi che colorano il paesaggio di frammenti solari.
Teatro sin dall'Alto Medio Evo di eventi di grande importanza nella storia del Mezzogiorno, fu capitale della Provincia Bizantina e punto di aggregazione di una folta comunità saracena.
Pur abitata dai Greci e probabilmente dai Longobardi, Tursi ha un quartiere: la Rabatana che richiama a d origini arabe e che sovrasta l'intero abitato.
Tursi con la sua storia millenaria serba ancora impercettibili segreti ad iniziare dalla sua lingua (o dialetto), nota ormai dappertutto ed e' nella sua complessità, la terra del ricordo che pervade l'opera del poeta Albino Pierro.
Girovagando tra le strette e tortuose viuzze che salgono dal vociare della centralissima via Roma, sino ai silenzi della Rabatana, si tocca con mano una storia lunga ed affascinante.
L'antica Cattedrale di Santa Maria Maggiore è ubicata nel borgo antico, in Rabatana: delle strutture medioevali non resta nulla ma al di sotto della fabbrica settecentesca è conservata la cripta costruita intorno al IX-X secolo ad opera dei Basiliani.
E' costruita da due cappelle.
Nella prima vi sono affreschi di Giovanni Sabatino (1547-1550) dedicati ai Santi Apostoli ed a Dottori della Chiesa di ispirazione rinascimentale; vi è un sarcofago con lo stemma di Genova in bassorilievo, rappresentante il S. Giorgio (dal 1535 infatti, Tursi fu feudo dei Doria); un altare dedicato a S. Maria Maddalena.
Nella seconda vi è un presepe in pietra di grandissimo effetto costruito tra il '400 e il '500 da Altobello Persio. In questa chiesa si venera la Madonna dell'Icona, attributo che le deriva da un trittico del '300 della scuola di Giotto rappresentante la Vergine con il Bambino al centro ed ai lati S. Giovanni Battista e la Maddalena.
|