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C’era una volta una nuvolina che non ne voleva sapere di mandar giù la pioggia. Ogni volta che si trovava in mezzo alle altre nuvole e c’era un acquazzone si poteva vedere una porzioncina di cielo da cui non veniva giù nemmeno una goccia. Le altre nuvole erano molto seccate del suo comportamento: perché ti ostini a non voler fare quello per cui sono state create tutte le nuvole della terra? Tu non sei diversa sai? Sei uguale a tutte noi! le dicevano. E lei: No, non è vero. Io non sono come voi perché a me piace stare nei posti in cui il giorno è splendente e dove c’è sempre il sole caldo e lucente.
Si sentiva veramente un’estranea in mezzo a quelle altre nuvole. Alcune poi erano molto grandi e le facevano paura, tutte nere e gonfie di quella pioggia che avrebbero mandato sulla terra da lì a poco.
Sempre più infelice, un bel giorno decise di andarsene per i fatti suoi. Tutti i bambini videro una nuvolina che nel bel mezzo di un cielo perlato e azzurro spuntava come una macchia di soffice ovatta.
Ad un certo punto, dopo tanto girovagare, finì nel cielo del deserto. Non c’era mai stata prima e quel paesaggio le sembrava davvero molto strano. Era proprio curiosa di sapere come mai quel posto era così diverso da tutti quelli che aveva visto sino ad allora. Quindi, vedendo sbucare una lucertola da dietro un cumulo di sabbia, le chiese: come mai qui c’è una grande distesa di sabbia e non si vede neanche un po' di verde, che so, qualche fiorellino?
Oh! Qui al massimo puoi trovare qualche arbusto secco fu la risposta. Ma, a proposito, tu cosa ci fai qui? - chiese la lucertola che, stordita dal sole, solo ora si era accorta di parlare con una nuvolina. Non le sembrava vero e già sognava di ricevere qualche goccia d'acqua sul suo dorso accaldato.
Non sono di certo qui per far scendere la pioggia rispose un po’ stizzita la nuvolina, non mi piace la pioggia e non la farò certo scendere adesso! E così dicendo, offuscata dal suo egoismo, riprese il suo viaggio per il mondo.
La lucertola era rimasta malissimo. Tutta sconsolata girò intorno al cumulo di sabbia per cercare il lato d'ombra, dicendo tra sé e sé: erò, mi sembrava molto strano! Una nuvola piena d’acqua che passa nel deserto. Bah! Forse ho avuto un'allucinazione. Povera lucertolina, non sapeva di essersi imbattuta in una nuvola molto strana!
Continuando a girovagare, la nuvolina arrivò nel bel mezzo di un prato fiorito. Appena la videro, i fiori cominciarono ad agitarsi e uno di loro disse: ah! Tu devi essere la nuvola che non vuole mandar giù la pioggia, non è vero?.
La nuvolina era veramente felice di dondolare in quel cielo azzurro, sopra quel prato di tutti i colori. Ma i fiori le dissero: vai via da qui! Non ti vogliamo. Se tutte le nuvole fossero come te noi non potremmo esistere!.
Quelle parole furono molto pesanti e questa volta fu la nuvolina a restarci malissimo. Davvero non aveva mai pensato che i bellissimi colori della natura dipendevano anche da lei. In più si sentiva davvero molto stanca. Per fortuna aveva cominciato ad alitare un soffio di vento che la aiutava a muoversi nel cielo. Ma cominciava a sentirsi stranamente pesante e goffa. Non si era accorta che in tutto quel tempo si era riempita di milioni e milioni di goccioline di pioggia che l’avevano fatta diventare pesante e scura.
E così alla fine, dopo tanto girovagare, la nuvolina era diventata così pesante, ma così pesante che precipitò giù dal cielo e sulla terra formò un bellissimo lago.
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