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Sinistra ecologista: no alle scorie nucleari

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Sinistra Ecologista Basilicata manifesta la sua totale contrarietà all' niziativa del Governo che ha individuato Scanzano Jonico come sede di un deposito nazionale per lo stoccaggio di materiale radioattivo. Si tratta di una decisione "inopportuna" sia per motivi di natura idrogeologica che per la qualità del territorio. Non c'è stata concertazione né trasparenza. Non si sono avviate - afferma Sinistra Ecologista - procedure di impatto ambientale per valutare le condizioni complessive e non solo quelle geologiche. Non c'è stata valutazione del soprasuolo (scavi archeologici di interesse mondiale, sviluppo agricolo appena decollato, grandi investimenti turistici), cioè dell' insieme delle attività antropiche e di sviluppo concentrate nell'area. Non sono state rispettate le valutazioni della Commissione Parlamentare sui Rifiuti, che proponeva un sito di superficie per garantire l'ispezionabilità (per i rifiuti di 2 categria) e comunque un'attesa fino alle prossime decisioni internazionali. Tra le motivazioni della Sogin c'è stata anche la tendenza demografica negativa, quando invece la costa jonica nei periodi estivi accoglie migliaia di turisti, rendendo più improbabile un efficiente piano di evacuazione. La nostra regione, puntando alla valorizzazione del territorio come elemento di crescita non può accettare altre forme di rischio e di degrado ecologico. Secondo Sinistra Ecologista, le scorie nucleari in un'area, tra l'altro già protesa "inostenibilmente" ad uno sviluppo turistico, rendono inefficaci le prospettive della crescita locale e riducono l'immagine di sostenibilità della Basilicata. Un duro colpo, quindi, alle politiche ambientali in nome di un centralismo politico delle destre che hanno ritenuto una piccola regione di centro-sinistra la opportuna soluzione, considerandola evidentemente la più debole dal punto di vista negoziale. Naturalmente non è così e Sinistra Ecologista metterà in campo tutt le risorse politiche e culturali disponibili per sostenere l'opinione pubblica e supportare la realtà politica mobilitandosi contro un decreto che non rispetta i principi della concertazione e si identifica come un gesto politico autoritario e privo di senso istituzionale. Questo che si perpetra nei confronti della popolazione lucana, è un vero e proprio attacco, che mira all'indebolimento dell'autonomia regionale e per questo merita una risposta di forza civile e politica. A partire, secondo noi, dalla rivisitazione in termini ostruzionistici dell' accordo sul petrolio, che ribadiamo, ci è costato molto come territorio per l'impareggiabile perdita di patrimonio naturale in nome di un bene collettivo, quale il petrolio rappresenta.

fonte: http://www.allelammie.org
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