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La scellerata decisione governativa di costituire in Basilicata, a Scanzano Jonico (MT), il sito unico per lo stoccaggio delle scorie nucleari compromette irrimediabilmente le prospettive di sviluppo economico dell'intera regione. La Basilicata si č distinta in questi anni, tra le regioni obiettivo 1 dell'Unione Europea, per la capacitā di utilizzo delle risorse comunitarie finalizzate a colmare il ritardo di Sviluppo. A cosa sono serviti gli sforzi fatti, i risultati ottenuti e soprattutto le risorse investite, quando viene calata dall'alto e senza alcun coinvolgimento delle popolazioni locali una decisione che di fatto trasforma la nostra regione nel cimitero nucleare d'Italia e mette una pietra tombale su ogni prospettiva di sviluppo? Appare schizofrenico come solo alcuni mesi fa siano stati stanziati centinaia di milioni di euro per attivare contratti di programma in ambito turistico proprio a Scanzano Jonico e Policoro, i comuni direttamente interessati dal sito in questione. In questo contesto, come operatori dello sviluppo locale, ci chiediamo come si possa continuare a impegnarsi per il raggiungimento dei nostri obiettivi di favorire una imprenditoria diffusa ed attrarre investimenti in un territorio condannato a configurarsi come il simbolo dell'inquinamento energetico, delle scorie nucleari, dei pozzi di petrolio, degli elettrodotti. Le Organizzazioni Sindacali di Sviluppo Italia Basilicata si schierano compatte con i comitati sorti per contrastare la sciagurata decisione governativa e annunciano la loro partecipazione alle manifestazioni di protesta.
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