|
Grave l'insufficienza dell'istruttoria, lo "ammette" lo stesso decreto.
L'argomento del terrorismo internazionale per affrettare con un decreto
legge la scelta del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi è
strumentale: prova ne sia che il Governo parla di oltre 100 siti a
rischio mettendo sullo stesso piano centrali dismesse come quella di
Caorso e i depositi dei rifiuti sanitari radioattivi. In questo
contesto il decreto costituisce così un'autodenuncia del Governo
sull'insicurezza dei siti, che non si può risolvere con una scelta che
non sarà operativa prima di qualche anno. Se da tempo si temono atti di
terrorismo verso questi obiettivi ben prima del decreto legge su
Scanzano si sarebbe dovuto provvedere a rafforzare queste aree con
presidi militari ed un controllo del territorio circostante e dei
relativi spazi aerei.
Invece, dopo 20 anni, il presidio di centrali e labratori di ricerca è
rappresentato solo dalla vigilanza ordinaria.
Le decisioni del Governo poi lasciano sconcertati poiché ammettono una
grave insufficienza dell'istruttoria svolta. Per il WWF il Governo ha
commesso un errore procedurale prima ancora che sostanziale: lo stesso
decreto infatti ammette che la scelta va ancora "validata sotto il
profilo geologico, idrologico, geomeccanico." Il Governo, dunque,
dichiara che non è stata fatta ancora alcuna analisi comparata che
giustifichi la scelta di Scanzano, area sotto il profilo geologico
situata in zona sismica di categoria 3, come lo stesso amministratore
delegato della Sogin, Bolognini, dichiara oggi in un'intervista.
Domani 21-11 ore 11,30 presso la sede WWF (Via Po 25/c-Roma) si terrà
un PRESS BRIEFING con gli esperti Tozzi e Onufrio del Comitato
Scientifico del WWF.
Roma, 20 novembre 2003
Ufficio stampa WWF Italia - tel. 06-84497377, 266
|