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“Una grande e civile manifestazione di un popolo che non rinuncia al proprio futuro”. Così i Presidenti delle Province di Matera e Potenza Nino Carelli e Vito Santarsiero, al termine della manifestazione contro la realizzazione a Scanzano Jonico del deposito nazionale delle scorie nucleari. “Una manifestazione – hanno detto - a favore dello sviluppo, dell’identità e della crescita della Basilicata, contro un decreto che appare sempre più come un atto violento contro un territorio. Abbiamo dimostrato che il nostro ‘no’ alla scelta di Scanzano Jonico come deposito delle scorie nucleari è anche un’opposizione al metodo e al merito in quanto prescinde da una sostanziale valutazione tecnico-scientifica di livello elevato che rassicuri le popolazioni, in qualunque parte d’Italia dovesse essere individuato, sulla base di una documentata e inequivocabile indagine e certificazione che il sito stesso presenti tutti gli elementi di assoluta sicurezza tenendo conto dei livelli di esclusione rapportati alla specificità del territorio (aree vulcaniche, sismiche, ad alta densità di esondazione ed abitativa, oltre ad intensa attività produttiva, economica e turistica)”. “Il decreto, infatti – continuano Carelli e Santarsiero - è stato emanato senza alcuna conoscenza del sito, che dagli studi appare sempre più inadeguato e in grado di mettere a rischio ambientale l’intero Mediterraneo, e senza alcuna forma di consultazione civile e democratica delle comunità interessate, oltre che contrario ad ogni norma italiana ed europea. Rispetto a questa situazione non c’è altra via d’uscita che il ritiro del Decreto da parte del Governo”. I due Presidenti delle Province, Carelli e Santarsiero, inoltre, hanno rilevato “un atteggiamento distratto da parte della televisione e della stampa nazionale, salva qualche eccezione, in merito a un evento di portata assolutamente straordinaria che coinvolge i destini non della sola Basilicata, ma che, per una logica di parte, con la quale si sta realizzando, deve preoccupare l’intera Nazione”.
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