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Il governo fa marcia indietro e cancella il nome di Scanzano Jonico dal decreto sul deposito unico nazionale per le scorie nucleari. Il Consiglio dei ministri ha approvato questa mattina un "maxi emendamento" al decreto varato due settimane orsono, nel quale non sarà più contenuta l'indicazione della località in provincia di Matera come luogo di raccolta delle scorie.
La notizia, filtrata al termine del Consiglio, è stata salutata con manifestazioni di giubilo a Scanzano e nelle altre località della Basilicata dove erano ancora in atto i blocchi e le manifestazioni di protesta che hanno di fatto bloccato tutta la regione dal 13 novembre. "Li abbiamo piegati", si è sentito urlare nella piazza del comune dove centinaia di persone si abbracciavano e festeggiavano. Caroselli di automobili erano in corso in altre località.
A quanto si è saputo, il maxi emendamento del governo - in pratica un decreto nuovo di zecca- si limita a indicare la necessità di uno studio di 18 mesi per stabilire il luogo più indicato dove radunare le scorie nucleari, attualmente divise in un centinaio di diverse località italiane.
"Il decreto rimane ma è stato eliminato Scanzano, ora ci sarà un maxi emendamento che, sulla falsa riga dell'art. 30, prevederà una commissione scientifica che studi il caso", ha precisatoil sottosegretario all'ambiente Roberto Tortoli. (red)
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