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Su dagospia.com una lettera sui retroscena del...

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Su dagospia.com una lettera sui retroscena del cimitero nucleare di Scanzano Jonico

I retroscena sul cimitero nucleare di Scanzano Jonico, la singolare nomina del gen. Carlo Jean alla guida della Sogin, il ruolo della Waste, multinazionalle dello smaltimento dei rifiuti sono stati affrontati dal sito internet www.dagospia.com che pubblica il testo di una lettera giunta da Potenza che di seguito riportiamo.

Caro Dagospia,
sul cimitero di scorie nucleari a Scanzano Jonico finalmente il governo ha fatto marcia indietro. La partita con i lucani potrebbe dunque considerarsi chiusa, salvo ulteriori sorprese. C’é un aspetto di questa vicenda che nessun giornale ha mai messo in luce e che forse potrebbe interessare a un giornalista libero come te.

Una decina di giorni fa il Consiglio dei Ministri aveva approvato un decreto con il quale si individuava nella località lucana il luogo in cui accogliere le scorie nucleari accumulate dalla dismissione delle centrali italiane e da attività di ricerca. In quella occasione Palazzo Chigi aveva precisato che il cimitero del nucleare è un'«opera di difesa militare, di proprietà dello Stato» e che la sua realizzazione sarà gestita dal commissario del governo Carlo Jean, un generale, già presidente della Sogin spa - società di gestione degli impianti nucleari - a capitale pubblico, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze.

Con la singolare nomina del generale alla guida della Sogin – nomina del 21 novembre 2002 – è iniziata una vera e propria militarizzazione del settore. Berlusconi ha dichiarato lo stato di emergenza per i rifiuti radioattivi, conferendo al generale Jean, poteri speciali degni dello stato di guerra: il generale infatti, su propria insindacabile decisione, può derogare a ben 21 tra leggi, decreti ministeriali, circolari e contratti di lavoro.

Vice del generale Carlo Jean alla presidenza della Sogin è il prof. Paolo Togni, che è anche capo di gabinetto del Ministero dell'Ambiente.
Ma, dato che la Sogin è sottoposta al controllo dell'Apat (agenzia di protezione dell'ambiente) che fa capo appunto al ministro dell'Ambiente Altero Matteoli, non è quantomeno inopportuno che controllore e controllato coincidano? Inoltre, come ricorda il senatore del Prc Tommaso Sodano, poco prima della sua nomina ministeriale, Togni risultava essere presidente della filiale italiana della Waste Management, uno dei tre colossi mondiali del settore dello smaltimento dei rifiuti e della produzione di energia.
In passato la multinazionale statunitense è stata oggetto di interrogazioni parlamentari per il suo coinvolgimento in inchieste giudiziarie e amministrative finendo sotto il controllo della Security and Exchange Commission (l'ente di controllo della Borsa Usa) con il sospetto di falsificazione dei bilanci.
La Waste Management inoltre, sarebbe stata interessata lo scorso anno all'acquisto della società Daneco, con interessi diretti sull'isola d'Elba per la proprietà di un impianto di smaltimento. Il Ministero dell'ambiente ha più volte convocato i Sindaci dell'isola per proporre loro di acquistare l'impianto di smaltimento di rifiuti e di affidarne per 30 anni la gestione alla Waste Management.

Date le relazioni tra la Waste Management Italia e il Ministero dell’Ambiente, non ci stupisce notare che tra i maggiori finanziamenti al partito del Ministro Matteoli spiccano quelli della srl Aspica posseduta al 100% da Waste Italia e della Spem controllata al 100% dalla Daneco e partecipata sempre da Waste Italia.

Non sarebbe forse il caso di far luce su questi finanziamenti nonché sull’eventuale conflitto di interesse tra una carica pubblica come quella di capogabinetto del Ministero e attività private in campi così delicati e in cui è necessaria la massima trasparenza?

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